La classificazione dei bulloni
Ogni bullone viene classificato attraverso una serie di dati costruttivi, i più importanti sono:
- la definizione del tipo di filettatura;
- il diametro della parte filettata;
- la lunghezza della parte sottoposta al precarico e quindi all'allungamento;
- il grado del materiale o classe di resistenza.
I bulloni possono essere realizzati con acciaio non legato (brunito e zincato a caldo) o legato a basso o medio tenore di carbonio, ma per quelli ad alta resistenza il materiale viene sottoposto a un trattamento di tempra e rinvenimento.
La classe di resistenza di viti e bulloni
La classe di resistenza rappresenta la resistenza alla rottura e allo snervamento dei bulloni. Essa è rappresentata attraverso due numeri separati da un punto. Le più comuni classi di resistenza che si incontrano nelle applicazioni industriali sono 4.6, 5.6, 6.8, 8.8, 10.9 e 12.9.
Prendendo come esempio un bullone di classe 8.8:
- il primo numero (8) moltiplicato per 100 indica il carico di rottura nominale minimo: 8 x 100 = 800 N/mm²;
- il secondo numero (8) indica la percentuale rispetto al carico di rottura in cui si trova il carico di snervamento: l'80%;
- moltiplicando le due cifre (8 x 8 = 64) e poi per 10 si ottiene il carico di snervamento allo 0,2% di elongazione: 640 N/mm².
In sintesi: Rm (primo valore) rappresenta il carico di rottura, mentre il secondo valore rappresenta la percentuale rispetto a Rm in cui si trova il carico di snervamento. Entrambi i valori sono espressi in N/mm² e, se moltiplicati per l'area del nocciolo (in mm²), danno i valori espressi in kN, unità di misura molto più familiare.
Un esempio numerico completo
Bullone: M30 10.9 Area nocciolo: 557 mm² Snervamento: 900 N/mm² x 557 mm² = 501 kN Rottura: 1.000 N/mm² x 557 mm² = 557 kN
Il precarico nominale che solitamente si trova nelle tabelle è calcolato al 70%-75% del carico di snervamento, tuttavia è possibile che venga utilizzata una percentuale diversa per casi specifici.
I marchi sulla testa del bullone
Le classi di resistenza possono essere indicate anche con simbologie sulla testa del bullone: tacche, numeri (5.8, 8.8, 10.9, 12.9) o segni incisi che permettono di identificare visivamente la classe senza dover consultare la documentazione tecnica. Conoscere questi marchi è una competenza pratica fondamentale per chiunque lavori in officina o in produzione, perché consente di verificare rapidamente che il bullone montato corrisponda effettivamente a quanto specificato dal progetto.